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Noodles con tempeh, shiitake e salsa teriyaki

Lunedì presso il NaturaSì di Gallarate (Va) durante la lezione dedicata al tofu ed al tempeh abbiamo realizzato “Il tempeh con la salsa teriyaki”. Ohhhhhhmammammmmmaaaa…….quanti nomi strani…..ma Vi assicuro che il piatto che Vi sto presentato è buono buono ed anche molto semplice da preparare :-))))

Tempeh, noodles e gli shiitake freschi, se siete della zona, Li trovate presso il NaturaSì di Gallarate.

I funghi shiitake freschi, secondo me, hanno un gusto eccezionali. Nella ricetta li faremo cuocere ma possono essere consumati anche crudi, esaltandone ulteriormente il sapore e mantenendo inalterate le proprietà nutrizionali. Infatti è un fungo coltivato dalle numerose proprietà medicinali.  E’ un immunostimolante perché i suoi componenti agiscono riequilibrando e rafforzando l’attività del sistema immunitario; in particolare è stato isolato il Lentinano, un beta-glucano, che agisce nel prevenire la comparsa di tumori in quanto in grado di distruggere elementi considerati potenzialmente dannosi per l’organismo. Un ruolo molto importante lo gioca anche nella diminuzione del colesterolo grazie alla presenza di un principio attivo chiamato “eritadenina”.

Molto interessante è il suo grande potere antiossidante. Alcuni suoi componenti come i polisaccaridi o i triterpeni, aiutano l’organismo a rallentare il processo di invecchiamento e sono indicati come epatoprotettivi. Lo shiitake è ricco di proteine (il contenuto di queste corrisponde a circa il 17,5% del totale di materia secca), con nove amminoacidi essenziali. Contiene inoltre sostanze che favoriscono il controllo della pressione arteriosa, la riduzione del livello di colesterolo, il rafforzamento del sistema immunologico e l’inibizione dello sviluppo di tumori, vírus e batteri.

Il tempeh è un alimento fermentato derivato principalmente dalla soia. E’ altamente proteico, basti pensare che in 100g si trovano 20g di proteine. La fermentazione avviene tramite l’inoculazione di un fungo, il Rizhopus Oligosporus, nel legume precedentemente cotto. Oltre che con la soia si può realizzare il tempeh con altri legumi e le arachidi. Il processo di fermentazione rende più digeribile la parte proteica della soia, inoltre, grazie al Rhizopus, si riduce in modo importante la possibile formazione di gas intestinali legati alla digestione della soia. Il Rhizopus inoltre scompone l’acido fitico, aumentando la biodisponibilità di minerali presenti nel prodotto (calcio, ferro e zinco). Se volete imparare ad autoprodurlo sabato 07 aprile faremo un corso dedicato ai cibi fermentati e lo prepareremo.

Veniamo alla ricetta :-)))

Noodless con tempeh, shiitake e salsa teriyaki

Ingredienti per quattro persone:
1 panetto di tempeh
1/4 di tazza di salsa di soia
1/4 di tazza d’ acqua
1/4 tazza di zucchero grezzo macinato
1 cucchiaino di aceto di mele
150 g di funghi Shiitake
2 cucchiaini di olio di cocco per la pentola

Preparazione
In 2 cucchiaini di olio di cocco rosolare il tempeh tagliato a fette per 2 minuti da entrambi le parti. Aggiungere i funghi shiitake tagliati a fette (senza gambo) e continuare a soffriggere fino a quando il tempeh è dorato per 2-3 minuti.
Frullare tutti gli ingredienti della salsa Teriyaki ( salsa di soia, acqua, zucchero, aceto) e aggiungerla al tempeh. Coprire e cuocere a fuoco medio-basso fino a quando la maggior parte della salsa viene assorbita dal tempeh ed inizia a caramellare.
Nel frattempo portare a bollore una pentola con dell’acqua e cuocere i noodels per il tempo indicato sulla confezione. Scolarli e raffreddarli immediatamente sotto l’acqua corrente per evitare che si appiccichino. Saltarli nella padella con il tempeh e gli shiitake per farli insaporire. Servirli con dell’erba cipollina tritata.

Buon appetito :-))) Maddalena

I cibi fermentati

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a cura della Dr.ssa Stefania Morrone

I cibi fermentati sono in grado di migliorare la salute intestinale aggiungendo tocchi sfiziosi alle nostre tavole. Possono essere considerati una miniera di benessere nascosta in un’arte nata dall’esigenza di conservare gli alimenti più a lungo nel tempo. Pensiamo allo yogurt, al kefir, al miso o ai crauti, solo per fare alcuni esempi. Quando si parla di cibi fermentati s’intendono quelli sottoposti al lavoro di microrganismi, come batteri, lieviti o muffe, che trasformano le proteine e i carboidrati producendo acido lattico, enzimi, vitamine, omega-3 e probiotici. Una fermentazione naturale che permette di conservare le sostanze nutritive degli alimenti rendendoli più digeribili. I cibi fermentati contribuiscono inoltre al benessere dell’intero organismo introducendo batteri utili nel sistema digestivo e aiutando a ristabilire l’equilibrio della flora batterica che è alla base di un buon sistema immunitario.

I cibi fermentati rappresentano dunque un’ottima opportunità per combinare un tocco di gusto ricercato con sorprendenti benefici per la salute dell’intestino e di tutto l’organismo.

A questo punto la domanda nasce spontanea…perché non vanno bene i fermentati industriali? Perché sono sterili grazie alla pastorizzazione che rende il cibo come “mummificato”. Gli alimenti fermentati casalinghi invece durano nel tempo trasformandosi in continuazione e creando un ambiente inospitale a batteri e muffe patogene.

A seconda dei microrganismi e degli enzimi che vengono coinvolti si distinguono vari tipi di fermentazione che prendono il nome dal più importante prodotto finale. Le più importanti dal punto di vista alimentare sono la fermentazione lattica, quella alcoolica e quella acetica.

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