Chiacchiere senza glutine

Beh! è la settimana di Carnevale ed uno strappo alla regola possiamo anche concedercelo :-)))

Le chiacchiere sono conosciute con nomi differenti nelle diverse regioni italiane:

  • bugie in Piemonte e Liguria
  • cenci o crogetti in Toscana
  • chiacchiere in alcune zone dell’Umbria, nel basso Lazio, in Abruzzo, Molise, Puglia Basilicata, Campania, Sicilia, ma anche a Milano

solo per fare qualche esempio.

Semplici da preparare, la versione che Vi propongo è Gluten Free.

Chiacchiere senza glutine

Ingredienti:

200 g di farina di riso

45 g di farina di tapioca

55 g di fecola di patate

7 g di farina di semi di psillio*

60 g di zucchero di cocco a velo + quello per lo spolvero in superficie

130 g di acqua

30 g di grappa

25 g di olio extra vergine di oliva

1 limone – la scorza grattugiata

1 cucchiaino di lievito per dolci bio

1 pizzico di sale

Olio per friggere

Preparazione

In una ciotola mescolare tutti gli ingredienti secchi. Unire gli ingredienti liquidi e mescolare.

Formare una palla liscia, avvolgerla nella pellicola e lasciarla riposare per almeno mezz’ora. Stendere l’impasto con la “nonna papera” fino al terz’ultimo buco. Tagliare con la rotella in rettangoli e praticare su ognuno due tagli centrali, paralleli al lato lungo.

Scaldare l’olio da frittura in una pentola, meglio con i bordi alti.

Va ricordato che quando si frigge, per ottenere un risultato ottimale, il fritto deve essere sempre per immersione, quindi l’olio sarà caldo ed abbondante.

Non appena l’olio ha raggiunto la giusta temperatura (150 -160°) immergere 2-3 rettangoli di sfoglia e farli cuocere rigirandoli su ambo i lati fino a che non raggiungono la doratura. Scolare le sfoglie con l’aiuto di una schiumarola su carta assorbente e, una volta fredde, cospargerle con lo zucchero di cocco a velo.

*Le bucce di psillio assorbono i liquidi come nessun altro ingrediente sa fare creando un gel che permette di lavorare a mano gli impasti dandogli la forma che desideriamo. Si possono utilizzare anche i semi di psillio dopo averli macinati a intermittenza in un mixer sino a trasformarli in una farina.

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