Crocchette di ceci e batata

Queste crocchette leggermente speziate piacciono anche ai bambini. Possono essere servite con della verdura cruda o della verdura cotta. Accompagnate da riso basmati integrale se servite a pranzo.

Ingredienti:
500 g di batate
400 g di ceci cotti
1 cucchiai di prezzemolo tritato
50 g di semi misti (sesamo, girasole, zucca)
sale
1 cucchiaino di condimento ayurvedico (oppure curry o altra spezia che vi piace)

Preparazione
Cuocere le batate al forno a 180° fino a quando sono morbide. Sbucciarle e schiacciarle con una forchetta. Schiacciare anche i ceci, mantenendo una grana grossa e grumosa. Unire il prezzemolo tritato, la spezia scelta e mescolare. Se il composto dovesse risultare troppo morbido, aggiungere uno, due cucchiai di farina di ceci. Assaggiare l’impasto e, se necessario, regolare di sale.
Formare le crocchette e passarle nei semi. Cuocerle in una pentola rivestita di carta da forno per una decina di minuti, girandoli a metà cottura. Oppure in forno preriscladato a 180° per 15-20 minuti girandoli a metà cottura.

Le batate possono essere sostituite con la zucca oppure con del sedano rapa.
La verdura scelta è meglio cuocerla in forno così il composto non risulterà troppo molle.

La batata rossa, un tubero dalle straordinarie proprietà

Originaria dell’America del Sud e arrivata nel vecchio continente grazie a Cristoforo Colombo, la batata contiene tantissime sostanze utili al nostro organismo come fibre, vitamine A e C e in minore quantità B ed E, proteine, potassio, magnesio, ferro e calcio; è inoltre ricca di flavonoidi e antociani e ha un grande potere antiossidante e anti-aging. Non è un caso infatti che alcune creme anti rughe contengano un estratto di questo tubero.

L’associazione americana CSPI (Center of Science in the Public Interest) in una classifica sui vegetali più salutari ha messo la batata rossa al primo posto. Questo tubero ha ottenuto il punteggio più alto proprio grazie all’elevata concentrazione di sostanze benefiche per il nostro organismo, non solo al suo interno ma anche e soprattutto nella buccia.

Se vi state chiedendo come utilizzare una batata rossa in cucina, la risposta è semplice. In tutte quelle ricette in cui usereste le normali patate o la zucca, dato che il sapore di questo tubero è a metà strada tra questi due più noti e utilizzati alimenti. Potrete ad esempio cucinare un risotto di batata, oppure invitare i vostri amici per gustare insieme delle ottime ‘batate al forno’!

A differenza delle normali patate, però, la batata rossa può essere consumata anche cruda insieme alla sua buccia ben lavata (è ottima ad esempio nell’insalata).

Evitando la cottura, tra l’altro, si mantengono intatti tutti i valori nutritivi e le numerose proprietà di questo tubero. C’è da sottilineare poi che è soprattutto nella buccia che si trova una sostanza che sembra avere effetti benefici sulla riduzione del colesterolo e della glicemia: il Cajapo. Le statistiche dicono che nei paesi dove la batata viene consumata più frequentemente cruda (alcune regioni del Giappone) ci siano meno persone affette da malattie come diabete, ipertensione e anemia.

Zucchine alla menta

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E’ ancora tempo di zucchine: verdura versatile che piace particamente a Tutti, piccoli e grandi. Chi le coltiva nell’orto, se la produzione è stata abbondante, probabilmente non sa più come prepararle….Vi propongo questa ricetta come sempre semplice e veloce daa preparare.

Ingredienti:
4 zucchine
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 cucchiaio di acidulato di umeboshi
6-8 foglie di menta fresca
1 spicchio di aglio – io ho utilizzato aglio fermentato – Perchè è importante utilizzare cibi fermentati?

Preparazione
Lavare la zucchine e tagliarle a tocchetti. Disporli uniformemente su una placca rivestita con carta da forno. Infornare a 180° e cuocere per una ventina di minuti. In questo modo risulteranno più asciutte e croccanti rispetto a cuocerle in padella. Tritare le foglie di menta e lo spicchio di aglio. Mescolare l’olio, l’acidulato, la menta e l’aglio in una ciotolina ed utilizzare la salsina ottenuta per condire le zucchine. Si possono servire calde, tiepide o fredde.

Maggio: frutta e verdura del mese

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Maggio è arrivato…le giornate si allungano, cambiano i profumi che ci sono nell’aria, le temperature iniziano ad alzarsi ed è un mese che ci regala tante primizie. Verdure che ci permettono anche di detossificare il nostro corpo dalle scorie accumulate durante l’inverno.

Le verdure: fave, piselli, asparagi, agretti, puntarelle, cipollotti, cicorie, catalogna, finocchi, fagiolini, spinaci, carote novelle, rapanelli e rucola. Le foglie dei ciuffi delle carote e quelle dei rapanelli possono essere usate, insieme alla frutta secca, per preparare dei pesti per condire i cereali integrali, la pasta, per dare un tocco in più alla verdura cotta a vapore e quant’altro la vostra fantasia vi suggerisce. Arrivano le prime zucchine ed i loro fiori. Possiamo arricchire e colorare le nostre insalate aggiungendo dei fiori eduli che troviamo nei prati: margherite, violette, fiori di tarassaco.

La frutta: fragole e nespole la fanno da padrone…alla fine del mese arriveranno le prime ciliegie.

Le verdure che maggio ci mette a disposizione sono quasi tutte verdure di colore verde.

Le piante verdi contengono una sostanza responsabile del loro colore e necessaria alla loro sopravvivenza, la CLOROFILLA. Si tratta di un pigmento presente in tutte le piante che ha lo scopo di assorbire la luce solare ed innescare la fotosintesi, il processo tramite il quale si produce ossigeno. Definita “sangue vegetale” perché la sua composizione richiama quella dell’emoglobina, proteina presente nei globuli rossi necessaria al trasporto di ossigeno (nella clorofilla il ferro è sostituito dal magnesio). Per questo motivo è considerata un rigeneratore cellulare.

La clorofilla contiene molto ferro biologico assimilabile, utile in casi di anemia e per migliorare il rendimento sportivo. Contiene anche molti altri nutrienti essenziali come la vitamina A, C, E, K e minerali come magnesio, ferro, potassio e calcio. Ricca di sostanze antiossidanti e polifenoli con proprietà anti infiammatorie e di acidi grassi essenziali.

La clorofilla supporta poi la funzionalità del fegato e lo aiuta nei processi di depurazione ed eliminazione di tossine.

Per poter godere di tutti i benefici della clorofilla è bene consumare la verdura cruda o cotta al vapore. Aggiungendo del succo di limone aiutiamo l’assorbimento del ferro ed aggiungendo olio extra vergine di oliva, semi, noci, avocado ed olive per aiutare l’assorbimento delle vitamine liposolubili.

Questa Minestra di asparagi e piselli ci permette di utilizzare diverse verdure che il mese di maggio ci regala.

 

Cavolfiore arrosto al forno

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In inverno le crucifere la fanno da padrone….o meglio….sarebbe bene introdurre con la nostra alimentazione quotidiana tantissime crucifere. Quali sono? Cavolfiori, broccoli, cavoli cappucci, cavolini di Bruxelles, verze, rape, cime di rapa ma anche la senape, la rucola ed i ravanelli. Abbiamo solo l’imbarazzo della scelta! Le crucifere offrono anche proprietà antinfiammatorie, antivirali e antibatteriche, quindi ci aiutano a prevenire e combattere i malanni stagionali (raffreddore, influenza, ecc…..)

Vi propongo un modo diverso, sfizioso, semplice e che vi farà fare un figurone anche se avete ospiti per preparare il cavolfiore.

Cavolfiore arrosto

Ingredienti:
1 cavolfiore intero (io ho utilizzato quello giallo, anche quello bianco va benissimo)
1 cucchiaio di senape di digione
1 cucchiaio di spezie per cous cous (si può sostituire con altre spezie a piacere: curry, paprica….)
1 cucchiaino di sale
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
Pepe q.b.
Qualche cucchiaio di acqua

Preparazione
Togliere le foglie esterne del cavolfiore, lasciandolo intero. Lavarlo sotto l’acqua corrente e cuocerlo al vapore per 12-15 minuti. Nel frattempo preparare la salsa per condirlo. In una ciotolina mescolare la senape, le spezie, il sale, una macinata di pepe, l’olio e mescolare; aggiungere qualche cucchiaio di acqua fino ad ottenere una crema abbastanza liquida. La salsa risulterà molto saporita ma così deve essere.
Coprire una pirofila con della carta da forno ed adagiarvi il cavolfiore. Con l’aiuto di un pennello, spennellare il cavolfiore con la salsa preparata. Infornare, in forno già caldo, a 180° per una trentina di minuti. Servire a fette.

Per renderlo ancora più sfizioso potete servirlo con la salsa probiotica.

 

Perchè fare il pane con la pasta madre?

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a cura di Maddalena Macchi.

La pasta madre è una pasta fermentata da una gamma di batteri e lieviti selvatici, presenti sui cereali e nell’ambiente, che l’hanno spontaneamente adottata come domicilio permanente.

La pasta madre è un “essere vivente” frutto soprattutto dall’ambiente in cui vive e anche se fatta con gli stessi ingredienti, avrà caratteristiche diverse da casa a casa.

Un buon lievito madre è ricco di molte specie di microrganismi, una popolazione folta di cui i metaboliti impreziosiscono molto il nostro pane.

Nella pasta madre oltre ai saccaromyces cerevisiae (lieviti presenti nel lievito di birra) abbiamo altri ceppi di lieviti e soprattutto microrganismi che si chiamano lactobacilli e che a loro volta possono essere omofermentanti (ovvero fermentare il glucosio in acido lattico) e eterofermentanti (ovvero produrre oltre all’acido lattico anche acido acetico – l’etanolo – ed anidride carbonica).

Questa coesistenza tra lieviti e lactobacilli è tale che non si ha concorrenza tra le specie diverse, ma anzi simbiosi e ‘collaborazione’ e soprattutto un equilibrio perfetto tra acido acetico e acido lattico (in rapporto di 1:3) e questo fa sì che ci siano notevoli vantaggi: innanzitutto tutti questi processi enzimatici che hanno luogo fanno sì che il prodotto finale sia molto più leggero e digeribile (poiché appunto i microrganismi presenti in un certo qual modo predigeriscono gli ingredienti del nostro impasto), esso è inoltre molto più aromatico e saporito, più ricco di nutrienti e vitamine e ha anche il vantaggio di avere una migliore conservabilità.

La pasta madre può essere di tipo solido o di tipo liquido, detta anche licoli.

La maggiore idratazione della pasta madre liquida fa sì che essa abbia una maggiore efficacia rispetto alla solida: essendo più ricca di ossigeno i suoi lieviti e batteri vivono meglio, hanno un’attività più intensa e il loro livello di acidità è decisamente inferiore rispetto all’altra; anche i rinfreschi sono più rapidi.

Un impasto con pasta madre avrà bisogno di più tempo per lievitare rispetto ad uno con lievito di birra. Questo investimento in tempo e pazienza verrà largamente ricompensato dalla maggiore digeribilità del pane oltre che dalla ricchezza e dalla complessità degli aromi.

Preparare il pane è la felicità. L’atto di impastare si rivela un eccellente antidoto allo stress quotidiano.

La colazione

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a cura della Dr.ssa Chiara Usai

In passato la colazione era composta dagli avanzi della sera prima, da un pezzo di pane e formaggio, dai prodotti della terra se ce n’erano, da un frutto. Lo stile di vita si è modificato e il primo pasto della giornata diventa forse quello a cui stiamo meno attenti. Sugli scaffali del supermercato troviamo prodotti veloci e volendo pratici, che però rendono spesso la colazione un gesto veloce e nutrizionalmente molto sbilanciato con un consumo preferenziale di farine raffinate, zuccheri semplici, grassi di dubbia qualità e povera di proteine. Ovviamente quando la colazione non è composta da un caffè e basta. Questo ci porta a piluccare durante la mattinata e a consumare pasti ancora più sbilanciati gestiti dalla fame che si è accumulata durante il giorno.

Diversi studi confermano che una colazione sana, naturale ed equilibrata apporti benefici su più livelli. Non comporta rialzi glicemici troppo repentini e stabilizza i livelli dell’insulina. Questo lo possiamo vedere nel giro di poco: niente attacchi di fame, nessun desiderio di spiluccare, più energia nella giornata e più efficienza durante il lavoro o nello studio.
In linea di massima una colazione equilibrata dovrebbe contenere tutti i macronutrienti, vitamine, fibra e liquidi. In questo modo sarete meno fiacchi, meno affamati, avrete maggiore lucidità e sarete portati a gestire meglio i pasti seguenti.

Come comporre il primo pasto della giornata?
Partiamo dai carboidrati, preferibilmente da alimenti come cereali integrali o loro derivati come pane integrale o di segale, muesli al naturale, cereali in fiocchi, farine integrali e macinate a pietra per la preparazione di torte, pancake, biscotti. I cereali integrali contengono molta più fibra, vitamine e minerali degli analoghi raffinati. A questi alimenti possiamo affiancare fonti proteiche come uova, yogurt al naturale o greco, latte e yogurt al naturale di soia, kefir e ricotta. Non dimentichiamoci dei grassi buoni contenuti nei semi, nella frutta secca, nelle scaglie di cocco. Una colazione completa apporta anche vitamine da frutta fresca di stagione, da estratti o spremute fresche, e liquidi come l’acqua contenuta nella frutta, ma anche té o tisane.

Tutto questo ci rende possibile cominciare la giornata con la giusta energia, godere di un pasto che non ha nulla da invidiare agli altri. Dove possibile, dedichiamoci del tempo. Mangiare di fretta masticando in modo sommario non aiuta la nostra digestione e la preparazione mentale alla giornata che inizia. La calma e le scelte più sane permettono di aumentare la nostra autostima, di migliorare il nostro umore scegliendo sempre più spesso uno stile di vita più naturale ed equilibrato.

 

 

 

 

 

 

I cibi fermentati

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a cura della Dr.ssa Stefania Morrone

I cibi fermentati sono in grado di migliorare la salute intestinale aggiungendo tocchi sfiziosi alle nostre tavole. Possono essere considerati una miniera di benessere nascosta in un’arte nata dall’esigenza di conservare gli alimenti più a lungo nel tempo. Pensiamo allo yogurt, al kefir, al miso o ai crauti, solo per fare alcuni esempi. Quando si parla di cibi fermentati s’intendono quelli sottoposti al lavoro di microrganismi, come batteri, lieviti o muffe, che trasformano le proteine e i carboidrati producendo acido lattico, enzimi, vitamine, omega-3 e probiotici. Una fermentazione naturale che permette di conservare le sostanze nutritive degli alimenti rendendoli più digeribili. I cibi fermentati contribuiscono inoltre al benessere dell’intero organismo introducendo batteri utili nel sistema digestivo e aiutando a ristabilire l’equilibrio della flora batterica che è alla base di un buon sistema immunitario.

I cibi fermentati rappresentano dunque un’ottima opportunità per combinare un tocco di gusto ricercato con sorprendenti benefici per la salute dell’intestino e di tutto l’organismo.

A questo punto la domanda nasce spontanea…perché non vanno bene i fermentati industriali? Perché sono sterili grazie alla pastorizzazione che rende il cibo come “mummificato”. Gli alimenti fermentati casalinghi invece durano nel tempo trasformandosi in continuazione e creando un ambiente inospitale a batteri e muffe patogene.

A seconda dei microrganismi e degli enzimi che vengono coinvolti si distinguono vari tipi di fermentazione che prendono il nome dal più importante prodotto finale. Le più importanti dal punto di vista alimentare sono la fermentazione lattica, quella alcoolica e quella acetica.

Mini cake alle fragole

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Ingredienti per la base:
250 g di frutta secca a piacere tritata
7 datteri Mejoul
25 g di cacao in polvere
50 g di cioccolato fondente al 70%
1 pizzico di sale
Ingredienti per la crema:
200 g di anacardi ammollati
200 g di latte di cocco
200 g di olio di cocco
180 g di sciroppo d’agave
200 g di fragole
succo di 1/2 limone
cioccolato fondente al 70% per decorare

Preparazione
Frullare i datteri snocciolati fino ad ottenere una pasta. Unire la frutta secca tritata, il cacao, il pizzico di sale e mescolare; aggiungere il cioccolato fuso ed amalgamare. Stendere il composto ottenuto in una teglia di 30x25cm rivestita di carta da forno. Riporre in frigorifero.
Preparare la crema frullando tutti gli ingredienti aggiungendo per ultimo l’olio di cocco. Versare il composto ottenuto sulla base e mettere in frigorifero a solidificare.
(Se si vuole ottenere un dolce a strati frullare tutti gli ingredienti senza la fragole, versare metà composto per fare il primo strato ed al restante unire le fragole e frullare di nuovo. Versare il composto alla fragola sopra a quello bianco).
Tagliare la torta e decorare a piacere con del cioccolato fuso e delle fragole fresche.

L’autostima

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Come influenza il nostro ben-essere psicologico

a cura della Dr.ssa Cinzia Dellavedova

L’autostima è fondamentale per ottenere il meglio dalla vita. Poiché il proprio livello di autostima nasce da un confronto fra sé e il mondo circostante, se il confronto è errato, errate sono le conclusioni. inoltre un buon livello autostima è fattore protettivo contro i disturbi dell’umore (depressione) ansia e risposta allo stress.

CHE COS’E’ L’AUTOSTIMA

L’autostima deriva da un mix tra le percezioni che abbiamo di noi stessi e quelle che abbiamo su come gli altri ci considerano. Alcune persone tendono a prestare più attenzione al proprio modo di vedersi (positivo o negativo che sia) mentre altre si affidano in larga parte alle considerazioni degli altri su di sè. L’autostima è una stima, una valutazione, la risposta alla domanda: “Cosa penso di me?“. L’autostima dipende dal voto che diamo nella quotidianita’ a noi stessi, il nostro vivere e il raggiungimento di un obiettivo. L’autoefficacia è un concetto che si collega strettamente all’autostima. Con autoefficacia si intende la percezione che abbiamo delle nostre abilità in uno specifico campo. Accanto alla percezione del “saper fare” (definita dall’autoefficacia) è importante la percezione dell’ “essere”, del proprio valore come persona in quanto tale, indipendentemente dal proprio comportamento. Accettarsi per come si è, essere disposti a perdonarsi e a prendersi cura di sè, adottare uno stile assertivo, saper esprimere e regolare le proprie emozioni sono buone basi per la costituzione di un’autostima alta.

LE CARATTERISTICHE

L’autostima si può distinguere in: autostima realistica o irrealistica, autentica e inautentica, stabile e instabile, globale e specifica. L’autostima globale è indicatore ricorrente e attendibile del benessere psicologico dell’individuo; l’autostima specifica permette di prevedere il comportamento in attività intellettuali, sociali, affettive, ecc., ovvero il successo o il fallimento. L’autostima realistica è aderente ai fatti, mentre l’autostima irrealistica è lontana dalla realtà. L’autostima autentica è quella composta da autovalutazioni che la persona crede corrispondenti a verità, per cui un’alta autostima inautentica maschera una bassa autostima. Un’autostima alta, sufficientemente realistica, autentica, stabile e globale è segno di benessere psicologico ben più di un’autostima bassa, irrealistica, inautentica.

I 3 SE’: IDEALE, PERCEPITO, REALE

Sè ideale: come vorremmo essere, qual è il nostro ideale; è influenzato dalla cultura e dalla società. Sè percepito: come mi vedo. E’ la nostra valutazione del sé reale. Difficilmente sé percepito e sé reale coincidono, si rischia sempre di fare “errori di valutazione” Sè reale: come sono realmente. E’ la valutazione oggettiva delle nostre competenze L’autostima può essere definita come la distanza che avvertiamo tra il Sè ideale e il Sè percepito.

Buon livello di autostima = personalità felice = maggiore salute fisica e mentale

Accurata e positiva conoscenza di sé Realizzazione delle proprie potenzialità Personalità integrata Pensieri e azioni autonomi Accurata percezione del mondo Efficacia sull’ambiente e sulla società

Esattamente come per gli adulti, anche per i bambini avere una buona dose di autostima è importante per sentirsi forti nell’affrontare la vita e le piccole e grandi difficoltà che si incontrano crescendo, aiuta a vivere la vita con sorrisi e leggerezza, a gestire meglio i conflitti e a scacciare ansia e frustrazione. L’autostima inizia a svilupparsi sin da piccoli ed è molto importante che questo avvenga perché più si cresce più diventa difficile modificare la cosiddetta ‘percezione di sé‘. Il ruolo dei genitori è fondamentale. Ecco qualche consiglioFate sempre attenzione a quello che dite (linguaggio negativo linguaggio positivo) Siate sempre dei modelli positiviSiate i primi a coltivare la vostra autostima. Identificate e correggete le false certezze che i vostri figli hanno su loro stessi. Aiutateli a trovare dei modelli con uno standard più realisticoFate attenzione ai possibili segni di abusi da parte delle altre persone: problemi con i coetanei, insegnanti ingiusti o troppo severi e incoraggiate i vostri figli a confidarsi con voi, ponendovi come figura di aiuto e sostegno nella risoluzione dei loro problemi. Coinvolgete i vostri figli in esperienze costruttive e in attività che incoraggino la cooperazione piuttosto che la competizione. Anche le attività di

volontariato aiutano lo sviluppo dell’autostima. Equilibrio tra energia e controllo: l’individuo nel corso dei primi anni di vita passa da uno stato di totale dipendenza ad uno di parziale indipendenza. L’equilibrio tra energia e controllo è in funzione di come l’ambiente familiare avrà stimolato il bambino insegnandogli il “limite” e la “regola”.

LA PERSONALITA’

La parola “personalità ” deriva dal termine latino “persona” ed indica la maschera che si assume durante una recita, o il personaggio di una commedia. Il termine personalità si riferisce, allo stile di comportamento di un individuo conoscibile dall’esterno. “la personalità è l’organizzazione dinamica, interna all’individuo, di quei sistemi psicologici che sono all’origine del suo peculiare genere di attaccamento all’ambiente.” Parlare di personalità vuol dire che i vari aspetti dell’individuo, siano essi psicologici che fisiologici, fanno parte di un sistema unitario. Questi aspetti non sono elementi tra loro indipendenti ma componenti di una fisionomia unitaria che si evolve e matura.

5 grandi fattori (Big Five): Il termine estroversione dovrebbe contrapporsi all’introversione. Il soggetto e’ alla continua ricerca di stimoli, sensazioni, predilige la compagnia e coltiva le sue relazioni sociali. Espansività, entusiasmo, intraprendenza. La gradevolezza si contrappone all’ostilita’ e include: la fiducia negli altri, l’empatia e l’assertivita’, la sensibilità, la gentilezza.La coscienziosita’ fa riferimento al dovere, all’ordine, alla scrupolosita’, alla ponderatezza, all’affidabilità, alla precisione, al non venir meno agli impegni Il quarto fattore, la stabilita’ emotiva, fa riferimento a soggetti sicuri di se’, calmi, capaci di moderare l’emotività, con capacità di controllo delle reazioni di rabbia . L’ultimo fattore (apertura mentale) fa riferimento alla cultura, all’intelletto, alla fantasia, alla creativita’, alla curiosita’ intellettuale, varietà di interessi, atteggiamento positivo verso le novità .

AZIONI PER MIGLIORARE L’AUTOSTIMA:

  • Scopri l’importanza di una risata (luogo tranquillo dove nessuno disturba e inizia a ridere, una grande risata finta, continua fino a che non avverti qualcosa di positivo dentro di te)
  • Concentrati sulle tue qualità (scrivi tutte le tue qualità e i complimenti ricevuti e leggili ogni mattina)
  • Conosci meglio il rapporto tra corpo e mente (mente e corpo fanno parte dello stesso sistema e si influenzano a vicenda. Riusciresti a raccontare uno degli episodi più belli della tua vita mantendo la schiena curva? Ti sarà difficile prchè il corpo comunica un messaggio diverso rispetto alle tue emozioni. Allo stesso modo, con l’aiuto del corpo possiamo riportare la mente verso un’emozione positiva. Alzati in piedi, spingi il petto in fuori, tira le spalle indietro (senza esagerare, mantieni una postura eretta, mettici un bel sorriso. Ripetilo più volte al giorno)
  • Attua un cambiamento (nella vita ripetiamo sempre le stesse cose. La routine non aiuta la nostra autostima. Cambiamento: nel modo di vestire, nell’ambiente di casa o al lavoro, cambiare strada per andare al lavoro o a fare la spesa…
  • Concentrati sempre di più sulle tue caratteristiche migliori (scrivile su un foglio)
  • Utilizza le tue risorse personali per vivere al meglio la tua giornata (scegli un momento bello del passato, visualizzalo mettendo a fuoco ogni singolo dettaglio)
  • Immagina un successo futuro (immagina di dover affrontare nei giorni seguenti qualcosa di importante: colloquio lavoro, parlare in pubblico, appuntamento importante…immagina di vederti mentre stai facendo tutto bene, nel migliore dei modi. La visualizzazione deve essere dettagliata: immagini, parole, cosa provi)
  • Impara qualcosa di nuovo (stimolare la propria curiosità, impeganrsi ad apprendere nuove cose è linfa vitale per l’autostima)
  • Rendi importante un piccolo obiettivo (fissa un piccolo obiettivo e raggiungilo, ob. raggiungibile, organizzati su base settimanale, giornaliera, mensile)
  • Migliora i punti deboli (scrivere a fine giornata una tabella dove elenchi i tuoi punti deboli e quelli di forza)
  • Aiuta (diffondere gioia, serenità, aiutare a stare bene aiuta ad essere felici)
  • Affronta la vita cambiando prospettiva (analizza le tue emozioni da una prospettiva diversa, dall’esterno)

“Quando crediamo in noi stessi possiamo sperimentare la curiosità, la felicità, la sorpresa e tutte quelle emozioni che ci rendono profondamente umani.” E.E. Cummings.

Idro-colon-terapia

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a cura di Antonella Nebuloni

L’irrigazione del colon e’ uno dei trattamenti più importanti per numerosi problemi di salute. Le malattie cominciano nel colon e per essere in buona salute il colon deve funzionare normalmente.

La storia

Come viene riportato in un antico documento egizio sulla pratica della medicina (l’Erbes Papirus), il primo lavaggio del colon fu praticato nel 1500 a.C. Ippocrate (IV e V sec a.C. ) nei suoi scritti descrive l’uso dei clisteri come rimedio contro la febbre. Galeno (II sec d.C.) riconosce e sostiene la pratica dei clisteri. Nel 1600 d.C. Ambrosie Pare’ distingueva per la prima volta l’idroterapia del colon dai comuni clisteri. Alla fine dell’800 in Germania era utilizzata la tecnica Subaquale Innenbad (bagno interno in immersione) e all’inizio del 900 il dr. Brosch ideo’ e sviluppo’ l’enterocleaner dalla quale presero origine le attuali tecnologie.

I due studiosi di igiene statunitensi, James W.Wiltsie e Jhoseph E.G. Waddington, richiamarono l’attenzione sul collegamento stretto tra cattiva salute dell’intestino lo stato di salute della persona. In particolare Waddington dice:” il funzionamento anormale del colon e’ precursore di una cattiva condizione fisica,soprattutto di uno stato di malessere cronico” e che ancora,”il ripristino della defecazione e’ un importante preliminare per un miglioramento della condizione fisica”. Wlitsie afferma “fino a quando continueremo a pensare che il colon possa prendersi cura di se’ stesso, allora ignoreremo forse la causa più importante dello stato di malessere di tutto il corpo”.

Oggi, grazie al miglioramento del livello tecnologico nella strumentazione per la pratica dell’idroterapia e grazie alla presenza di operatori esperti e qualificati, l’idrocolonterapia e’ divenuta un’importante pratica addizionale nella cura e nella prevenzione della malattie. Accanto ad una alimentazione corretta,esercizio fisico e a un atteggiamento mentale e spirituale positivo, l’idrocolonterapia contribuisce ad acquistare. E a mantenere una condizione fisica ottimale.

Che cos’è

L’idrocolonterapia e’ una procedura che consiste nel lavaggio di tutto il colonattraverso ripetuti riempimenti e svuotamento di acqua dolce filtrata a temperatura corporea e a bassa pressione (50-70 mbar). L’acqua viene dolcemente introdotta nel retto e progressivamente ammorbidisce ed espelle il materiale fecale e i gas. A differenza del clistere, che arriva a pulire il colon sino all’angolo splenico, l’idrocolonterapia ha l’obiettivo di pulire tutto il colon fino alla valvola ileo-ciecale permettendo anche la mobilizzazione di materia fecale incrostata nelle villosita’ intestinali anche da parecchi anni. Un trattamento non e’ sufficiente a rimuovere depositi e tossine accumulati nell’intestino per tutta una vita: e’ necessario un ciclo di alcuni trattamenti ( 2 o 3) distribuiti nelle prime 3-5 settimane. La frequenza delle sedute e’ individualizzato e rispetta i ritmi della persona.

Perchè è importante

Oggigiorno le malattie e i disturbi degli organi dell’apparato digestivo sono tra i problemi più comuni. Le condizioni della maggior parte degli organi e lo stato di salute generale dipendono dalle funzioni del nostro intestino. Modificare la dieta dopo anni di abitudini alimentari sbagliate non garantisce un funzionamento ottimale del colon.

La ricerca ha dimostrato che l’uso regolare di carboidrati raffinati, la mancanza di fibre e l’utilizzo di troppe proteine animali nella dieta aumentano il tempo di permanenza delle feci nell’intestino dando origine a fenomeni putrefattivi a carico del contenuto intestinale. Tutto cio’ può dare origine a stipsi o essere con-causa di alcune malattie intestinali come la diverticolite, la colite, il cancro del colon.

Quali sono i meccanismi d’azione

Gli effetti dell’idrocolonterapia si possono così sintetizzare:

  • idratazione delle scorie che vengono ammorbidire favorendo così lo stimolo riflesso per l’evacuazione,agevolandola
  • idratazione sistemica attraverso l’assorbimento dell’acqua del lavaggio dalle pareti coliche: i fluidi corporei ( linfa, sangue,muco,liquido intra ed extracellulare) idratati e depurati sono in grado di trasportare nutrienti e di distruggere le scorie più efficacemente
  • riduzione dell’assorbimento di tossine dalla parete intestinale
  • miglioramento del tono muscolare e rivitalizzazione della mucosa intestinale
  • stimolazione del sistema immunitario

L’idrocolonterapia innesca un processo profondo di depurazione tramite il quale gli organi emuntori (rene,fegato,pelle,polmone) iniziano ad espellere le tossine e i metalli pesanti accumulati.

Rispetto ai lassativi, di cui spesso si abusa, l’idrocolonterapia ha i seguenti vantaggi:

  • stimola una normale evacuazione mediante una naturale peristalsi a differenza di alcuni lassativi che procurano l’evacuazione mediante un’irritazione delle pareti muscolari del colon
  • non interferisce con i processi digetivi che avvengono nella parte superiore del tubo digerente ( stomaco e intestino tenue)
  • non compromette la naturale abilità del colon ad evacuare prodotti di rifiuto, ma si comporta più come un ” training di rieducazione intestinale”
  • non altera la flora batterica intestinale,anche perché frequentemente e’ presente uno stato di ” disbiosi”, ma la normalizza (eubiosi)

Effetti benefici

  • sensazione di benessere dovuta alla rimozione del muco, del cibo non digerito, dei gas che provocano flatulenza e della flora batterica putrida ( processo di disintossicazione)
  • sensazione di leggerezza derivante dalla riduzione della pressione esercitata dall’intestino sugli organi limitrofi
  • stimolazione della peristalsi intestinale con conseguente diminuzione della stipsi
  • rilassamento della mucosa addominale grazie al massaggio viscerale manuale e dall’uso dell’acqua tiepida durante l’irrigazione
  • attenuazione degli edemi e delle condizioni infiammatorie grazie alla rimozione delle sostanze irritanti
  • espulsione dei parassiti
  • possibile perdita di peso grazie all’attivazione del processo di eliminazione delle scorie
  • maggiore tonicità addominale
  • riduzione dei disturbi dell’apparato uro genitale come cistiti, cisti ovariche, dismenorrea, candidosi, prostatiti, grazie alla riduzione del prolasso intestinale
  • miglioramento delle funzioni intestinali grazie all’ evacuazione degli eccessi tossici
  • disintossicazione ed effetto ringiovanente grazie all’eliminazione delle sostanze tossiche che causano avvelenamento organico e avvelenamento biologico
  • riduzione di complicanze post operatorie grazie al rafforzamento delle difese immunitarie naturali
  • migliora l’assimilazione dei nutrimenti
  • prevenzione e cura delle malattie degenerative ( metodo dr.ssa Kousmine)
  • miglioramento dello stato della pelle,dei sensi (olfatto,udito), della circolazione sanguigna degli arti inferiori, della funzione renale
  • decongestione delle vie aree superiori