Zucca e funghi con salsa probiotica

Oggi 31 Ottobre non poteva mancare la mia versione di ricetta con la zucca! Semplice, sfiziosa ma che fa anche bene :-)))

Io ho utilizzato una zucca violina senza togliere la buccia; si evita di fare tanta fatica e contemporaneamente non sprechiamo quanto di buono la natura ci ha dato, mantenendo così la fibra. La buccia cuoce nello stesso tempo della polpa ed a fine cottura hanno la stessa consistenza.

Esistono tantissime qualità di zucca ed abbiamo un’infinità di modi per prepararla….

Zucca e funghi con salsa probiotica

Ingredienti:
400 g di zucca
200 g di funghi champignon
sale marino integrale
2-3 cucchiai di prezzemolo tritato
Per la salsa:
50 g di macadamia o anacardi
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 cucchiaio di miso
1 cucchiaio di senape
1 cucchiaio di aceto di mele

Preparazione
Lavare la zucca e tagliarla a cubotti. Pulire le cappelle dei funghi con la carta assorbente inumidita e tagliarle in quattro spicchi. Mettere le verdure sulla placca rivestita di carta da forno e spolverarle con un pizzico di sale. Infornare e cuocere a 180° per 20-25 minuti.
Preparare la salsa. Mettere tutti gli ingredienti nel bicchiere del minipimer e frullare. Aggiungere qualche cucchiaio di acqua fino ad ottenere una salsa morbida.
Servire la zucca ed i funghi guarnendo con la salsa ed una spolverata di prezzemolo.

La presenza del miso nella salsa la rende ricca di probiotici, batteri buoni vivi che fanno bene al nostro intestino. Io ho utilizzato il miso di ceci prodotto in Italia. La sapidità del miso e la leggera piccantezza della senape contrastano ed equilibrano il gusto dolce della zucca. Provare per credere! :-)))

Buon appetito – Maddalena

Gnocchi viola

Anche se dalla temperatura non sembra… l’autunno è arrivato ed ha portato con sè quanto la natura ci offre in questo periodo. Tra le verdure troviamo la batata viola. Il suo colore viola è assolutamente naturale, proviene dalla valorizzazione di varietà antiche o loro incroci naturali, e per questo è ricchissima di antociani (superiore ai mirtilli e tra la più alta quantità fra tutti gli alimenti). Contiene inoltre polifenoli, flavonoidi, fibre alimentari solubili (pectina), carotenoidi, Vitamina A (più alta quantità di qualsiasi ortaggio a radice) Vit C, Vit B6, Vit K, Vit E (senza contenere grassi e colesterolo), niacina (Vit B3), riboflavina (Vit B2), tiamina (Vit B1), carboidrati, proteine, calcio, ferro, fosforo, magnesio, potassio, rame, zinco. Può essere consumata sia cruda che cotta, semplicemente al vapore, al forno insaporita con erbe e spezie come valido sostituto delle classiche patate.

Io ho preparato questi gnocchi. E se Voi vorrete preparare un piatto ancora più scenografico e colorato potete fare due impasti: uno con la batata viola ed uno con la batata arancione, avendo solo l’accortezza di cuocere prima i gnocchi arancioni e poi quelli viola. Mi resta solo che augurarVi BUON APPETITO!

Gnocchi viola

Ingredienti:
700 g di batate viola
200 g di farina di riso
7 g di sale
Olio extra vergine di oliva
Un rametto di salvia
4-6 castagne cotte
Qualche filo di erba cipollina tritata

Preparazione
Cuocere al vapore le batate viola con la buccia fino a quando sono morbide (il tempo dipende da quanto sono grandi). Pelarle e schiacciarle con lo schiacciapatate.
Impastare la purea di batate con la farina di riso. Formare una palla che deve rimanere morbida. Con l’impasto ottenuto formare dei rotolini di 1,5 cm di diametro e tagliarli a tocchetti. Nel frattempo portare a bollore una pentola con acqua salata abbastanza capiente. Cuocere gli gnocchi per qualche minuto finchè non tornano a galla. Scolarli e condirli con l’olio extra vergine di oliva insaporito con la salvia. Servirli con le castagne sbriciolate e l’erba cipollina tritata.

Risotto con shiitake e mele

Ormai è autunno….oggi è proprio una giornata piovosa ed uggiosa!
Iniziamo a sentire il bisogno di cibi che ci riscaldano.
Uno dei piatti che abbino all’autunno è il risotto…con i funghi. Vi propongo questa versione……

Risotto con mele e funghi shiitake

Ingredienti:
300 g di riso carnaroli semintegrale
300 g di shiitake freschi
1 scalogno
1 mela gala
0,6-0,7 l di brodo vegetale
2 cucchiai di burro di mandorle
Sale e pepe
Prezzemolo tritato

Preparazione
Tritare finemente lo scalogno e stufarlo con qualche cucchiaio di acqua. Tagliare a cubetti la mela (senza sbucciarla), unirla allo scalogno e rosolarla per qualche minuto. Aggiungere il riso e tostarlo. Aggiungere metà del brodo vegetale e lasciare cuocere il riso, aggiungendo altro brodo secondo la necessità.

Nel frattempo tagliare i funghi e farli saltare in una pentola antiaderente per qualche minuto. Salare e spolverare con il prezzemolo.
Quando il riso è quasi cotto mantecarlo con il burro di mandorle.
Distribuire il riso nei piatti ed adagiarvi sopra i funghi.

Pomodori ripieni di quinoa

Anche se il tempo quest’anno non è molto clemente…..il calendario ci dice che l’estate sta arrivando!!!

Ieri sera durante la lezione dedicata alla Quinoa che ho tenuto presso il NaturaSì di Gallarate (Va), abbiamo preparato questi pomodori ripieni, un piatto fresco, veloce da preparare e a zero spreco.

Pomodori ripieni di quinoa

Ingredienti:
200 g di quinoa italiana
400 g di piselli freschi (o in vasetto)
60 g di olive nere
100 g di pomodori ciliegini rossi e gialli
1 mazzetto di rapanelli
4 pomodori ramati
scorza di un limone tritata
olio di oliva extra vergine
sale

Preparazione
Versare la quinoa in una casseruola, aggiungere 400 g di acqua e 4 g di sale. Incoperchiare, portare a bollore e cuocere per 7-8 minuti a fuoco basso finchè tutta l’acqua non è assorbita. Una volta cotta, fare riposare la quinoa per 10 minuti nella pentola e poi stenderla su un vassoio in modo che si raffreddi.
Nel frattempo affettare finemente i rapanelli, tagliare a spicchi i pomodorini e a rondelle le olive.
Lavare le foglie dei rapanelli, metterle nel bicchiere del minipimer e frullarle con un pizzico di sale e 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva. Condire la quinoa con la salsa preparata, aggiungere le verdure tagliate e mescolare.
Tagliare la parte superiore dei pomodori, scavarli aiutandosi con uno scavino e riempirli con la quinoa. Servire.

Buon appetito!!! Maddalena

Ravioloni con pesto di aglio ursino

Non è insolito, in questo periodo, camminando per i boschi, imbattersi in un tappeto di foglie lanceolate di un bel verde brillante. Si tratta di Allium ursinum ( aglio orsino o ursino) una bulbosa che cresce nel sottobosco o in luoghi ombrosi, umidi e ricchi di humus. Si riconosce facilmente perché basta che le foglie vengano sfiorate, anche solo da un po’ di pioggia perché si diffonda tutt’intorno un forte sentore di aglio. Queste spuntano, basali, in primavera, da un bulbo composito e sono seguite, più tardi, da infiorescenze composite ad ombrella formate da 6-12 fiori a stella, a sei petali, di colore bianco puro. La sua diffusione è facilitata dall’opera delle formiche che spargono i piccoli semi neri facilitandone la diffusione.

Il nome del genere allium sembra di origine celtica dove “all” significa caldo, bruciante, acre, com’è infatti il sapore dell’aglio oppure dal greco allis derivante da chlaina= mantello foderato, per la spata che avvolge l’infiorescenza o per le tuniche che ricoprono i bulbilli. Il nome specifico ursinum = degli orsi, fa forse riferimento agli ambienti boschivi su cui preferibilmente cresce, oppure, in base alcune credenze popolari potrebbe derivare proprio” dagli orsi, “ che appena svegliati dal letargo invernale, sarebbero ghiotti dell’aglio ursino, col quale depurano l’organismo rimasto a lungo fermo.

Di facile coltivazione, basta un posto all’ombra fresco e ricco di humus in cui piantare i piccoli bulbi o le piantine ottenute dal seme, non dovrebbe mancare nei nostri giardini e non solo per la sua valenza ornamentale!!
E’ infatti una pianta di notevole valore medicinale e ottima in cucina, dove si usano sia le foglie che i fiori.

Le proprietà dell’aglio orsino sono praticamente le medesime dell’aglio comune= A. sativum; gode fama principalmente quale vermifugo, ma è anche un buon diuretico, stimolante gastrico, antisettico, coleretico (ossia agisce sulle bile) ed è un efficace depurativo disintossicante del sangue. Le foglie fresche sulla pelle usate pestate quale cataplasma leniscono gli ascessi ed i foruncoli.

In cucina, è preferibile usare le foglie tenere, quelle primaverili, in cui troviamo tutte le proprietà. Si usano finemente tritate per insaporire le insalate. Sono inoltre utilizzate per insaporire patate, cicorie, uova, zuppe, brodi avendo cura di aggiungerle all’ultimo momento per apprezzare appieno il loro aroma.
In Slovenia viene prodotto un’olio a base di foglie di aglio orsino da usare quale condimento su patate lesse, pane tostato, pasta e particolarmente consigliato per insaporire piatti di pesce, quali sgombro o merluzzo.
Il preparato richiama in un certo senso il pesto alla genovese ed è composto da ca. il 40% di foglie di aglio orsino tagliate finemente, una manciata di mandorle tritate, sale e pepe quanto necessita, il tutto completato e ben ricoperto da olio extra vergine di oliva. (testo a cura di Antonella Coccetti – Floricoltura Coccetti).

Ho utilizzato le foglie di aglio ursino per farne un pesto e condire questi Ravioloni

Ingredienti per la pasta:
200 g di farina di grano duro
110 g di acqua
sale
Ingredienti per il ripieno:
6 – 8 pomodori secchi ammollati
120 g di macadamia (io utilizzo quelle di Frutta e Bacche che sono ottime)
Scorza di mezzo limone
Olio extra verdine di oliva
Ingredienti per la salsa:
20 foglie di aglio ursino
Olio extra vergine di oliva

Preparazione
Mettere su una spianatoia gli ingredienti della pasta dei ravioli ed impastare fino ad ottenere un composto liscio. Avvolgerlo nella pellicola e lasciarlo riposare per un’ora.
Nel frattempo preparare il ripieno. Mettere nel bicchiere del minipimer le macadamia con qualche cucchiaio di acqua, l’olio e frullare fino a quando il composto risulta liscio e consistente. Unire i pomodori secchi tagliati molto finemente e la scorza del limone tritata.
Stendere l’impasto con la “nonna papera” fino al penultimo buco e con un coppapasta di 8-10  cm di diametro ritagliare dei dischi. Mettere al centro un cucchiaino di ripieno e chiuderli formando una mezzaluna. Per sigillarli bene aiutarsi con le punte di una forchetta. Cuocerli in acqua bollente salata per due minuti.
Preparare la salsa. Mettere le foglie di aglio ursino tritate grossolanamente nel bicchiere del minipimer, aggiungere l’olio a filo e frullare fino ad ottenere una salsina liscia non troppo liquida. Condire i ravioli con la salsa preparata e servire.

Ovetti di cioccolato ripieni

Volete preparare qualcosa di dolce da regalare o da offrire ai vostri ospiti per Pasqua? Oggi vi propongo questi ovetti di cioccolato con un ripieno di burro di mandorle.

Vi riporto anche una bellissima notizia :-))) Le evidenze scientifiche affermano che consumare abitualmente cioccolato riduca il rischio di malattie cardiovascolari, sovrappeso, demenza, Alzheimer, depressione, ipertensione arteriosa e anche tumori. Ma quale cioccolato?
Deve essere fondente, ad alta percentuale di cacao (almeno al 70%), di ottima qualità e anche crudo. Secondo alcuni studi, il cioccolato al latte perderebbe tutte le proprietà antiossidanti. Il latte, infatti, cattura le epicatechine (flavonoidi) impedendone l’assorbimento nell’intestino e riducendo, in questo modo, gli effetti cardioprotettivi del cacao.

Ovetti di cioccolato
Ingredienti per il ripieno:
250 g di burro di mandorle
70 g di di cacao in polvere
2 cucchiai di sciroppo d’agave
1 pizzico di sale marino
aromatizzare con scorza di arancio o scorza di limone o zenzero o spezia a piacere
Ingredienti per la copertura:
100 g di cioccolato fondente al 70%

Preparazione
In una ciotola mescolare gli ingredienti del ripieno fino ad ottenere una pasta liscia. Formare delle palline da 13 g e dare loro una forma a uovo. Metterle in frigo per circa 30 minuti. Sciogliere il cioccolato fondente ed immergervi ogni uovo; appoggiarli su un foglio di carta da forno e lasciare solidificare il cioccolato. Conservare in frigorifero in un contenitore. Durano fino ad un mese….se riuscite a non mangiarli :-))))

Noodles con tempeh, shiitake e salsa teriyaki

Lunedì presso il NaturaSì di Gallarate (Va) durante la lezione dedicata al tofu ed al tempeh abbiamo realizzato “Il tempeh con la salsa teriyaki”. Ohhhhhhmammammmmmaaaa…….quanti nomi strani…..ma Vi assicuro che il piatto che Vi sto presentato è buono buono ed anche molto semplice da preparare :-))))

Tempeh, noodles e gli shiitake freschi, se siete della zona, Li trovate presso il NaturaSì di Gallarate.

I funghi shiitake freschi, secondo me, hanno un gusto eccezionali. Nella ricetta li faremo cuocere ma possono essere consumati anche crudi, esaltandone ulteriormente il sapore e mantenendo inalterate le proprietà nutrizionali. Infatti è un fungo coltivato dalle numerose proprietà medicinali.  E’ un immunostimolante perché i suoi componenti agiscono riequilibrando e rafforzando l’attività del sistema immunitario; in particolare è stato isolato il Lentinano, un beta-glucano, che agisce nel prevenire la comparsa di tumori in quanto in grado di distruggere elementi considerati potenzialmente dannosi per l’organismo. Un ruolo molto importante lo gioca anche nella diminuzione del colesterolo grazie alla presenza di un principio attivo chiamato “eritadenina”.

Molto interessante è il suo grande potere antiossidante. Alcuni suoi componenti come i polisaccaridi o i triterpeni, aiutano l’organismo a rallentare il processo di invecchiamento e sono indicati come epatoprotettivi. Lo shiitake è ricco di proteine (il contenuto di queste corrisponde a circa il 17,5% del totale di materia secca), con nove amminoacidi essenziali. Contiene inoltre sostanze che favoriscono il controllo della pressione arteriosa, la riduzione del livello di colesterolo, il rafforzamento del sistema immunologico e l’inibizione dello sviluppo di tumori, vírus e batteri.

Il tempeh è un alimento fermentato derivato principalmente dalla soia. E’ altamente proteico, basti pensare che in 100g si trovano 20g di proteine. La fermentazione avviene tramite l’inoculazione di un fungo, il Rizhopus Oligosporus, nel legume precedentemente cotto. Oltre che con la soia si può realizzare il tempeh con altri legumi e le arachidi. Il processo di fermentazione rende più digeribile la parte proteica della soia, inoltre, grazie al Rhizopus, si riduce in modo importante la possibile formazione di gas intestinali legati alla digestione della soia. Il Rhizopus inoltre scompone l’acido fitico, aumentando la biodisponibilità di minerali presenti nel prodotto (calcio, ferro e zinco). Se volete imparare ad autoprodurlo sabato 07 aprile faremo un corso dedicato ai cibi fermentati e lo prepareremo.

Veniamo alla ricetta :-)))

Noodless con tempeh, shiitake e salsa teriyaki

Ingredienti per quattro persone:
1 panetto di tempeh
1/4 di tazza di salsa di soia
1/4 di tazza d’ acqua
1/4 tazza di zucchero grezzo macinato
1 cucchiaino di aceto di mele
150 g di funghi Shiitake
2 cucchiaini di olio di cocco per la pentola

Preparazione
In 2 cucchiaini di olio di cocco rosolare il tempeh tagliato a fette per 2 minuti da entrambi le parti. Aggiungere i funghi shiitake tagliati a fette (senza gambo) e continuare a soffriggere fino a quando il tempeh è dorato per 2-3 minuti.
Frullare tutti gli ingredienti della salsa Teriyaki ( salsa di soia, acqua, zucchero, aceto) e aggiungerla al tempeh. Coprire e cuocere a fuoco medio-basso fino a quando la maggior parte della salsa viene assorbita dal tempeh ed inizia a caramellare.
Nel frattempo portare a bollore una pentola con dell’acqua e cuocere i noodels per il tempo indicato sulla confezione. Scolarli e raffreddarli immediatamente sotto l’acqua corrente per evitare che si appiccichino. Saltarli nella padella con il tempeh e gli shiitake per farli insaporire. Servirli con dell’erba cipollina tritata.

Buon appetito :-))) Maddalena

Polpette di cavolfiore

E’ ancora tempo di cavolfiore. Sfruttiamone i benefici introducendo quotidianamente nella nostra alimentazione le crucifere.

Esistono diverse varietà di cavolfiore, oltre alla tipica bianca: la verde, la viola, la gialla e la romanesca, molto comuni. Il cavolfiore viola contiene antociani, che sono considerati essenziali per la vista e una pelle sana.  Il cavolfiore ha un basso contenuto calorico, è povero di grassi e ha un alto livello di vitamine antiossidanti e di fitochimici, oltre che di fibre, vitamine del gruppo B e minerali. Il suo contenuto di vitamina C rappresenta l’80% della dose giornaliera raccomandata. E’ inoltre un’ottima fonte di minerali come il manganese, rame, ferro, calcio e potassio.

Per di più, il cavolfiore contiene alti livelli di colina, una molecola che aiuta il sonno, l’apprendimento e la memoria; molti studi consigliano di aumentare il consumo di alimenti come il cavolfiore in quanto aiutano a diminuire il rischio di obesità, diabete e malattie cardiache.

E…..se abbiamo abbiamo difficoltà a farli mangiare ai nostri bambini…..ecco una ricetta che sicuramente ci aiuta :-))) Ovviamente adatta anche per gli adulti.

Polpette di cavolfiore

Ingredienti:
600 g di cavolfiore
3 “uova” di semi di lino (mescolare 3 cucchiai di semi di lino macinati con 9 cucchiai d’acqua e lasciare riposare 5 minuti)
60 g di farina di mandorle (o farina di cocco per chi non può usare la frutta secca)
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di origano
50 g di olive nere tritate
4-5 pomodori secchi ammollati e tritati
Farina di mais q.b.

Preparazione
Pulire e lavare il cavolfiore. Dividerlo a cimette e frullarlo. Cuocerlo in una pentola con il sale per una decina di minuti in modo che l’acqua contenuta evapori. Togliere dal fuoco, lasciare intiepidire, unire i restanti ingredienti e mescolare. Formare le polpette e passarle nella farina di mais. Cuocere in forno preriscaldato a 200° per 7/8 minuti, girarli e cuocerle per altri 7/8 minuti. Servire con verdura cruda e/o cotta e, se si vuole, della maionese vegetale.

Chiacchiere senza glutine

Beh! è la settimana di Carnevale ed uno strappo alla regola possiamo anche concedercelo :-)))

Le chiacchiere sono conosciute con nomi differenti nelle diverse regioni italiane:

  • bugie in Piemonte e Liguria
  • cenci o crogetti in Toscana
  • chiacchiere in alcune zone dell’Umbria, nel basso Lazio, in Abruzzo, Molise, Puglia Basilicata, Campania, Sicilia, ma anche a Milano

solo per fare qualche esempio.

Semplici da preparare, la versione che Vi propongo è Gluten Free.

Chiacchiere senza glutine

Ingredienti:

200 g di farina di riso (io ho utilizzato questa che acquisto da Love Local Food)

45 g di farina di tapioca

55 g di fecola di patate

7 g di xantano*

60 g di zucchero di cocco a velo + quello per lo spolvero in superficie

130 g di acqua

30 g di grappa

25 g di olio extra vergine di oliva

1 limone – la scorza grattugiata

1 cucchiaino di lievito per dolci bio

1 pizzico di sale

Olio per friggere

Preparazione

In una ciotola mescolare tutti gli ingredienti secchi. Unire gli ingredienti liquidi e mescolare.

Formare una palla liscia, avvolgerla nella pellicola e lasciarla riposare per almeno mezz’ora. Stendere l’impasto con la “nonna papera” fino al terz’ultimo buco. Tagliare con la rotella in rettangoli e praticare su ognuno due tagli centrali, paralleli al lato lungo.

Scaldare l’olio da frittura in una pentola, meglio con i bordi alti.

Va ricordato che quando si frigge, per ottenere un risultato ottimale, il fritto deve essere sempre per immersione, quindi l’olio sarà caldo ed abbondante.

Non appena l’olio ha raggiunto la giusta temperatura (150 -160°) immergere 2-3 rettangoli di sfoglia e farli cuocere rigirandoli su ambo i lati fino a che non raggiungono la doratura. Scolare le sfoglie con l’aiuto di una schiumarola su carta assorbente e, una volta fredde, cospargerle con lo zucchero di cocco a velo.

*  Lo XANTANO è un polisaccaride ottenuto tramite fermentazione batterica dell’amido di mais. A contatto con l’acqua forma una massa viscoelastica simile al glutine e all’albume d’uovo. Per questo motivo si utilizza per la preparazione di prodotti da forno in combinazione a farine che non contengono glutine per fare in modo che l’impasto non si “spezzi” quando viene steso.

CucineinSincrono Contest

a cura di Maddalena Macchi.

I giorni scorsi, durante il periodo festivo così, quasi per gioco, ho deciso di partecipare al contest di CucineinSincrono …o meglio…otto Biologhe nutrizioniste con la passione per la salute ed il cibo sano, funzionale, ma gustoso, tra le quali anche la Dr.ssa Chiara Usai.

“Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un’idea, ed io ho un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.” (G.B.Shaw)

Questo il “motto” citato più volte sulle pagine del Loro sito. Perchè quindi non partecipare con una ricetta che già avrei cucinato durante le Feste così come richiesto dal #contest? Volutamente ho proposto una ricetta detox per il dopo feste :-)))

Nella ricetta c’è il finocchio, composto per la sua quasi totalità da acqua (90% circa), per cui può considerarsi un eccellente diuretico e digestivo; il broccolo, otre ad essere ricco di sali minerali e fibre, ha un alto potere antiossidante che aiuta a rafforzare le difese immunitarie, antianemico, diuretico, depurativo; ho aggiunto un prodotto fermentato che aiuta a migliorare la salute del nostro intestino.

Questa è la foto che ho inviato e……..oggi posso dirvi che è una delle foto scelte :-))))

Non mi resta che scriverVi la ricetta così potete prepararla anche Voi.

Vellutata di finocchi e broccoli con panna di anacardi fermentata

Ingredienti per la vellutata:
1 finocchio
1 broccolo
1 cucchiaio di dado vegetale
Acqua q.b.
1 fetta di pane Primus tagliata a cubetti
Ingredienti per la panna di anacardi fermentata:
(da preparare almeno due giorni prima; si conserva molto bene per diversi giorni in frigorifero)
50 gr di anacardi
Liquido fermentato q.b.(kefir d’acqua, salamoia dei crauti o di altra verdura, siero del kefir)*
1 cucchiaino di miso non pastorizzato
1 cucchiaio di lievito alimentare in scaglie

Preparazione della panna di anacardi fermentata
Come tutti i prodotti fermentati che produciamo in casa, ha bisogno di essere preparata almeno due giorni prima per avere almeno 24-48 ore di fermentazione. Se vi piace un gusto più accentuato potete lasciarla fermentare per più tempo.
Frullare nel bicchiere del minipimer tutti gli ingredienti aggiungendo poco alla volta il liquido fermentato che avete scelto di utilizzare fino ad ottenere una crema liscia, della stessa consistenza della panna.
Se non avete nessun liquido fermentato anche l’utilizzo del solo miso innesca il processo di fermentazione; in questo caso avremo bisogno di più tempo per raggiungere il gusto simile a quello della “panna acida”. Fondamentale però è l’uso del MISO NON PASTORIZZATO (reperibile facilmente nei negozi di alimentazione naturale)
In merito ai prodotti fermentati Vi invito a leggere l’articolo del blog dedicato.

Preparazione della vellutata di finocchi e broccoli
Lavare il finocchio, tagliarlo a tocchetti e metterlo in una pentola capiente. Lavare il broccolo, dividerlo a cimette, togliere dal gambo la parte più coriacea e tagliare a pezzetti la parte centrale. Unire i broccoli ai finocchi. Coprire le verdure a filo con l’acqua, senza esagerare. Aggiungere il dado vegetale, mettere sul fuoco e portare a bollore. Cuocere per 15 – 20 minuti. Frullare con il minipimer e servire con la panna di anacardi fermentata, una spolverata di pepe e crostini di pane Primus.