Polpette di cavolfiore

E’ ancora tempo di cavolfiore. Sfruttiamone i benefici introducendo quotidianamente nella nostra alimentazione le crucifere.

Esistono diverse varietà di cavolfiore, oltre alla tipica bianca: la verde, la viola, la gialla e la romanesca, molto comuni. Il cavolfiore viola contiene antociani, che sono considerati essenziali per la vista e una pelle sana.  Il cavolfiore ha un basso contenuto calorico, è povero di grassi e ha un alto livello di vitamine antiossidanti e di fitochimici, oltre che di fibre, vitamine del gruppo B e minerali. Il suo contenuto di vitamina C rappresenta l’80% della dose giornaliera raccomandata. E’ inoltre un’ottima fonte di minerali come il manganese, rame, ferro, calcio e potassio.

Per di più, il cavolfiore contiene alti livelli di colina, una molecola che aiuta il sonno, l’apprendimento e la memoria; molti studi consigliano di aumentare il consumo di alimenti come il cavolfiore in quanto aiutano a diminuire il rischio di obesità, diabete e malattie cardiache.

E…..se abbiamo abbiamo difficoltà a farli mangiare ai nostri bambini…..ecco una ricetta che sicuramente ci aiuta :-))) Ovviamente adatta anche per gli adulti.

Polpette di cavolfiore

Ingredienti:
600 g di cavolfiore
3 “uova” di semi di lino (mescolare 3 cucchiai di semi di lino macinati con 9 cucchiai d’acqua e lasciare riposare 5 minuti)
60 g di farina di mandorle (o farina di cocco per chi non può usare la frutta secca)
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di origano
50 g di olive nere tritate
4-5 pomodori secchi ammollati e tritati
Farina di mais q.b.

Preparazione
Pulire e lavare il cavolfiore. Dividerlo a cimette e frullarlo. Cuocerlo in una pentola con il sale per una decina di minuti in modo che l’acqua contenuta evapori. Togliere dal fuoco, lasciare intiepidire, unire i restanti ingredienti e mescolare. Formare le polpette e passarle nella farina di mais. Cuocere in forno preriscaldato a 200° per 7/8 minuti, girarli e cuocerle per altri 7/8 minuti. Servire con verdura cruda e/o cotta e, se si vuole, della maionese vegetale.

Chiacchiere senza glutine

Beh! è la settimana di Carnevale ed uno strappo alla regola possiamo anche concedercelo :-)))

Le chiacchiere sono conosciute con nomi differenti nelle diverse regioni italiane:

  • bugie in Piemonte e Liguria
  • cenci o crogetti in Toscana
  • chiacchiere in alcune zone dell’Umbria, nel basso Lazio, in Abruzzo, Molise, Puglia Basilicata, Campania, Sicilia, ma anche a Milano

solo per fare qualche esempio.

Semplici da preparare, la versione che Vi propongo è Gluten Free.

Chiacchiere senza glutine

Ingredienti:

200 g di farina di riso (io ho utilizzato questa che acquisto da Love Local Food)

45 g di farina di tapioca

55 g di fecola di patate

7 g di xantano*

60 g di zucchero di cocco a velo + quello per lo spolvero in superficie

130 g di acqua

30 g di grappa

25 g di olio extra vergine di oliva

1 limone – la scorza grattugiata

1 cucchiaino di lievito per dolci bio

1 pizzico di sale

Olio per friggere

Preparazione

In una ciotola mescolare tutti gli ingredienti secchi. Unire gli ingredienti liquidi e mescolare.

Formare una palla liscia, avvolgerla nella pellicola e lasciarla riposare per almeno mezz’ora. Stendere l’impasto con la “nonna papera” fino al terz’ultimo buco. Tagliare con la rotella in rettangoli e praticare su ognuno due tagli centrali, paralleli al lato lungo.

Scaldare l’olio da frittura in una pentola, meglio con i bordi alti.

Va ricordato che quando si frigge, per ottenere un risultato ottimale, il fritto deve essere sempre per immersione, quindi l’olio sarà caldo ed abbondante.

Non appena l’olio ha raggiunto la giusta temperatura (150 -160°) immergere 2-3 rettangoli di sfoglia e farli cuocere rigirandoli su ambo i lati fino a che non raggiungono la doratura. Scolare le sfoglie con l’aiuto di una schiumarola su carta assorbente e, una volta fredde, cospargerle con lo zucchero di cocco a velo.

*  Lo XANTANO è un polisaccaride ottenuto tramite fermentazione batterica dell’amido di mais. A contatto con l’acqua forma una massa viscoelastica simile al glutine e all’albume d’uovo. Per questo motivo si utilizza per la preparazione di prodotti da forno in combinazione a farine che non contengono glutine per fare in modo che l’impasto non si “spezzi” quando viene steso.